Scompare a 68 anni Leila Maiocco. L’impegno per le periferie e la cultura. Anche grazie a lei è stato spenta la cokeria di Cornigliano

Ci sono persone che lasciano il segno nella storia e nella vita di una città e della sua comunità. Leila è una di queste, dal Comitato Salute e Ambiente al centro civico di Cornigliano. Il saluto a Leila sarà sabato, alle 10, al tempio laico di Staglieno

È stata funzionaria del Comune di Genova, guida del centro civico Buranello, figura chiave dell’Istituzione Biblioteche di Roma. Negli ultimi anni prima della pensione, tornata a Genova, aveva lavorato al Museo dell’Emigrazione. Genova la ricorda soprattutto perché, insieme a Patrizia Avagnina, fu figura chiave del comitato Salute e ambiente, le “Donne di Cornigliano”. Erano gli anni ‘ 80 e ‘ 90 e il Comitato, dalle manifestazioni di piazza sino ai confronti con il governo, riuscì a portare la politica a decidere la riconversione della siderurgia a Genova, chiudendo le lavorazioni a caldo nell’ex Ilva. Fu una battaglia per la vita, da coniugare con quella per il lavoro. Tra il 1988 e il 1995 a Cornigliano, rispetto a Genova, la mortalità per tumore risultava aumentata del 23 per cento tra gli uomini, la popolazione femminile ha evidenziato una mortalità superiore del 55% rispetto a tutta la città e del 60 rispetto a Rivarolo.

Recentemente, Leila Maiocco ha contribuito a raccontare quel pezzo di storia recente di Genova e la figura del sindacalista Franco Sartori che ebbe il coraggio e l’intuizione di cercare una terza via che facesse dialogare due mondi, quello operaio e quello dei neonati comitati. Si tratta del docufilm “Franco Sartori – La città possibile”, di Ugo Roffi e Ludovica Schiaroli, che racconta attraverso la figura del sindacalista la Genova degli anni ’80 e ’90: una città segnata dalle crisi delle grandi fabbriche e del porto, dall’inquinamento, dall’assenza di politiche industriali e dove, contemporaneamente, emergono nuovi soggetti politici come il comitato Salute e Ambiente delle donne di Cornigliano, e un uomo come Sartori che vede nel Ponente genovese il laboratorio da cui ripartire per costruire una nuova stagione di sviluppo. Maiocco, responsabile del Centro Civico di Cornigliano dal 1985 al 2000, insieme a Luca Borzani, ad Antonio Caminito, sindacalista e segretario Fiom dal 1999 al 2019 e ad Uliano Lucas, fotoreporter conosciuto per i suoi reportage sul mondo del lavoro e delle migrazioni che ha fotografato la Genova degli anni ’80 e ’90, ha partecipato a una serie di appuntamenti che insieme alle proiezioni del docufilm hanno ospitato il racconto di quel periodo, un patrimonio che questa città non deve dimenticare.
Nelle fotografie di quegli anni, Leila compare con i capelli lasciati ingrigire da subito, a volte raccolti in una corposa treccia, a fronteggiare i grandi temi sociali, del lavoro e dell’ambiente che hanno segnato la città, raccontati anche nel libro “Passioni d’Acciaio”, scritto da lei col giornalista Roberto Orlando.
A Roma dal 2000, era ritornata a Genova nel 2021. «Ho conosciuto persone stupende – ha scritto nel momento in cui ha deciso di tornare – e ho avuto l’onore di lavorare con persone colte, competenti e soprattutto libere: Fiorella Farinelli maestra di sempre, della vita e della politica, Igino Poggiali la forza della gentilezza, Marco Causi l’uomo del rigore e delle lacrime davanti ai valori fondamentali: equità, libertà, lavoro. Carlo Basso, il più geniale degli imprenditori degli anni 70, che ha messo la cultura, la scienza e l’arte a disposizione dei bambini. Paolo Fallai l’intellettuale, giornalista, coraggioso, amico da sempre di quelli senza potere e, infine, Roberto Botta, chiamato l’ingegnere, perché lui lo è dentro, geniale, spiazzante, con lo sguardo sempre diretto verso l’orizzonte di Roma. Ma la cosa più bella sono le donne che ho incontrato e amato intensamente. Roma e Genova. Difficile scelta, in questo momento di pandemia dove anche la libertà di muoversi non c’è. E allora è bene concentrarsi sul qui e ora, sull’essenza della vita. Mi aspetta un nuovo lavoro in un luogo con una storia, un “brand” importante e resistente: storia, cultura, identità e comunità solidale. Ho scelto di tornare a Genova dopo venti anni perché è la mia città. Mi dovrò ovviamente abituare, tornare a conoscere e studiare per comprendere le trasformazioni della città di fronte ai nuovi temi difficili che abbiamo di fronte. Le esperienze di partecipazione di gestione dei beni comuni, degli interessi culturali e sociali. Il Municipio Medio Ponente è la circoscrizione da cui sono partita: mi sembra il senso circolare di una storia».
Era malata da tempo, ma non ha mai permesso alla malattia di annebbiarle la mente.
Riportiamo qui un suo post Facebook della fine di novembre del 2022. E come in tutto quello che ha scritto, che ha fatto, che ha testimoniato, c’è un grande insegnamento.

«Care amiche e amici, tra qualche giorno vado in pensione e, al di là di come si possano cambiare i titoli della stessa condizione della vita (assenza di lavoro), mi piacerebbe condividere una riflessione, soprattutto in questi giorni in cui si parla delle persone come parte residuale a prescindere.
Diciamo che la povertà o l’incertezza fa brutto, che si tratti di un giovane, di un anziano, di un italiano, di un ucraino, di un tunisino ecc. Fa veramente brutto, perché è come se avesse diritto di esistere solo la ricchezza, le belle immagini di vacanze, gatti e sorrisi e abbracci. Ecco, non è più così, non è un problema di cicale o formiche o di “ma perché ti preoccupi della povertà, non è il caso”. Poi ti arrivano i documenti pensionistici, non ci capisci più nulla ed entri nel panico e ti monta la paura. La mia è la generazione che ha sempre risolto tutto lavorando e adesso che ti dicono che è finita come fai? Ecco, stamattina ho provato un’ emozione incredibile: un collega gentilissimo che lavora all’ufficio preposto, mi ha letto la busta paga, mi ha spiegato tutto con calma, empatia, senza giudizio ma con la gentilezza di chi si mette a fianco, né sopra né sotto, ma con solo la volontà di essere utile e gentile… perché è un dipendente comunale alla vecchia maniera: essere sempre di servizio al pubblico alla città. Oggi lui è il mio eroe».
Il cordoglio della Cgil
«Le compagne e i compagni della Camera del Lavoro di Genova esprimono le loro profonde condoglianze per la perdita di Leila Maiocco – scrive il sindacato -. Leila Maiocco, attraverso il suo impegno nel Comitato delle donne di Cornigliano, è stata una delle anime della riqualificazione del quartiere perseguita in un continuo confronto con il mondo del lavoro. Tra le sue tante e qualificate attività, proprio la guida del Centro Civico di Cornigliano restaurato dai contributi dei lavoratori siderurgici attraverso il salario sociale con la cifra record di 284 milioni di lire. Donna intelligente, capace e mai banale, Leila Maiocco è stata espressione di impegno civile e militanza sempre propositiva e aperta al dialogo. Ciao Leila, un abbraccio da tutte e tutti noi».
Ciao Leila.


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